"Più di sette milioni di italiani soffre di problemi all'udito"

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Sono più di sette milioni gli italiani che soffrono di problemi all'udito, la cui perdita può essere improvvisa e definitiva, oppure graduale e lenta a tal punto da rendersi conto, con difficoltà, che qualcosa non va nel nostro orecchio. Tale perdita prende il nome di ipoacusia, ovvero abbassamento delle capacità uditive.

schema apparato uditivo

  • L'ipoacusia può essere:
  • di trasmissione
  • neurosensoriale
  • mista (comprendente, cioè, fattori di entrambe le due summenzionate)

Il primo tipo è provocato da problemi all'orecchio esterno o medio ed è causato, generalmente, da problemi di natura meccanica; trattasi di un tipo di sordità che non è mai del tutto totale e che, pertanto, viene diagnostica facilmente ed in breve tempo con alcuni esami mirati. Inoltre, nella maggior parte dei casi, può essere risolta con l'uso di farmaci o tramite il ricorso a piccoli interventi chirurgici. Laddove, invece, non si possa intervenire in questi due modi, l'uso della protesi acustica risulta essere la migliore soluzione.

L'ipoacusia neurosensoriale si presenta, invece, molto più difficile da curare con un semplice intervento medico in quanto colpisce il meccanismo sensorio dell'orecchio interno, le vie nervose ed i ricettori uditivi presenti nel cervello. Fortunatamente, talvolta accade che tali ipoacusie siano provocate da una disfunzione idromeccanica dell'orecchio interno, ossia l'impedimento funzionale esercitato dai liquidi cocleari in eccesso sulle cellule ciliate; esistono, però, terapie che riescono a portare il paziente alla quasi normalità. Purtroppo, a rimanere danneggiate sono le cellule stesse, su cui nessuna operazione è possibile e dove l'unica soluzione resta l'utilizzo della protesi acustica.

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Prima di parlare della protesi acustica, bisogna provocare un sentimento di urgenza rispetto alla necessità di sentirci bene. Creare, dunque, un vero e proprio timore, di modo che la perdita uditiva non sia più considerata come un qualcosa da trascurare. È fondamentale comprendere che non si sente con l'orecchio, ma con il cervello, in quanto il primo costituisce soltanto la porta d'ingresso, inviando i segnali uditivi al cervello, che rischia di non sapere più analizzare i suoni una volta in cui l'orecchio perde di efficacia.

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