Covid-19, lockdown e problemi di udito

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29 Gennaio 2021

I disturbi uditivi arriveranno a interessare 8 milioni di persone entro il 2025, per poi arrivare tra i 10 gli 11 milioni nel 2050. Il Presidente di Anifa, Sandro Lombardi, spiega a TPI: “Queste persone stanno soffrendo di un ulteriore isolamento, oltre al distanziamento sociale che riguarda tutti”

Sono ben 7 milioni gli italiani con problemi d’udito. Una popolazione che a causa dei periodi di lockdown è rimasta ancora più isolata. Per lo più over 65, rappresentano il 12,1% della popolazione italiana e in questi mesi di emergenza Coronavirus hanno dovuto far fronte anche ad un altro tipo di isolamento, quello acustico, che si sommato ai già notevoli disagi del distanziamento sociale.

Si va dalle difficoltà a percepire le voci sussurrate, che riguarda il 45,5%, il quale indica che questo accade a volte (32,3%) o frequentemente (13,2%), fino alla necessità di chiedere alle persone di ripetere ciò che hanno detto (54,7%) fino alla difficoltà di sentire i programmi alla TV o alla radio (26,9%).

Secondo Anifa, l’associazione di Confindustria Dispositivi Medici che rappresenta le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici per l’udito, per circa 3 mesi, durante la fase di lockdown, quasi nessuno si è presentato nei centri acustici per sottoporsi a prove e ancor meno sono le persone che hanno avviato il percorso di rimediazione. Solo pochi centri acustici hanno lavorato su appuntamento, gestendo limitate richieste. E’ andato a rilento anche l’iter autorizzativo da parte delle ASL di competenza, i collaudi e i rinnovi.

Confindustria Dispositivi Medici è la Federazione di Confindustria che rappresenta le imprese che forniscono tali dispositivi alle strutture sanitarie italiane, pubbliche e private. Rappresenta un tessuto imprenditoriale variegato e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi. Il comparto dei dispositivi medici complessivamente genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti.

Secondo Anifa, l’associazione di Confindustria Dispositivi Medici che rappresenta le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici per l’udito, per circa 3 mesi, durante la fase di lockdown, quasi nessuno si è presentato nei centri acustici per sottoporsi a prove e ancor meno sono le persone che hanno avviato il percorso di rimediazione. Solo pochi centri acustici hanno lavorato su appuntamento, gestendo limitate richieste. E’ andato a rilento anche l’iter autorizzativo da parte delle ASL di competenza, i collaudi e i rinnovi.

Confindustria Dispositivi Medici è la Federazione di Confindustria che rappresenta le imprese che forniscono tali dispositivi alle strutture sanitarie italiane, pubbliche e private. Rappresenta un tessuto imprenditoriale variegato e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi. Il comparto dei dispositivi medici complessivamente genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti.

Fonte www.tpi.it